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OPINIONI


GIORGIO BOCCA, L'ULTIMO DEI CORAGGIOSI (Novembre 2006)

Il 5 Novembre scorso, durante la trasmissione di Rai 3 "Che tempo fa?", il conduttore Fabio Fazio ha intervistato l'ottantaseienne giornalista Giorgio Bocca.
Trascriviamo, senza commento, l'ultima parte dell'intervista.

Fazio: Secondo lei ci sarà modo in Italia di superare, consegnando definitivamente i fatti alla Storia, la contrapposizione tra fascisti e antifascisti, tra fascisti e comunisti, insomma tra due fazioni opposte?

Bocca: Ma le dirò che una delle amarezze più grandi della mia vita è stata di capire, in questi giorni, che il fascismo in Italia è ancora in maggioranza e che forse è ineluttabile un ritorno al fascismo perché gli italiani sono a maggioranza fascisti.

Fazio: Ah, così Lei pensa? Sì, l'ha detto, quindi lo pensa.
E, c'è qualcosa, allora, da rimproverare, che Lei ha, a questo proposito, alla sua generazione?

Bocca: Mah, la mia generazione, siamo stati troppo deboli. Quando si cambia uno stato da fascista a democratico bisogna agire con energia e difenderlo.
Io, per esempio, adesso, questa longanimità con cui tutti i fascisti sono riaccolti nel Governo e dappertutto, io non la riesco a capire.

Fazio: Lei è uno a cui non piacciono le sfumature, vero?

Bocca: E' perché le sfumature sono impossibili: tra fascismo e democrazia non c'è nessuna parentela. Ci sono della false dittature, delle false democrazie, ma tra la democrazia e il fascismo non c'è nessun rapporto.
Troviamo inutile commentare perché condividiamo appieno il pensiero di Bocca, forse l'ultimo dei coraggiosi.


Lettera aperta al Ministro D'Alema (settembre 2006)

Esimio Signor Ministro, Onorevole Massimo D'Alema, molte fonti di informazione hanno divulgato la sua seguente affermazione,
"Se uno vuole andare in pensione a 57 anni, cosa che io considero aberrante, io non sono per impedirglielo. E' una cosa legittima".

Quello che viene messo in evidenza nei vari articoli è, senza dubbio, l'uso del termine "aberrante" riferito a chi decide (a chi può) porre termine alla sua vita lavorativa all'età di 57 anni.
Sono certa che la frase andrebbe letta nel contesto dell'intero discorso, dato che nessuna estrapolazione è significativa.
(Ricordo bene che l'onorevole Pannella citò il Mahatma Gandhi, per suffragare la sua opinione che la guerra è una cosa giusta e sacrosanta).
Non ho letto il suo discorso per intero, anche perché, non essendo ancora in pensione, faccio a mala pena in tempo a leggere un quotidiano.
Credo comunque che l'effetto boomerang, Lei lo VOLESSE produrre: non è certo persona che si lascia sfuggire le parole e, poi, certi discorsi non vengono fatti a braccio, ma scritti e soppesati.
Lei, che è sicuramente persona di ampia cultura, non ha certo bisogno che io le ricordi il significato dell'aggettivo "aberrante", ma ritengo di doverlo riportare qui per evitare pietistici fraintendimenti.
Nel Dizionario di Italiano di Tullio De Mauro leggiamo che aberrante significa: "deviante, anomalo: un'interpretazione a. dei fatti | estens., abnorme, assurdo, degno di biasimo"

Secondo Lei, quindi, Esimio Signor Ministro, Onorevole Massimo D'Alema, è da considerarsi ABNORME, ASSURDO, DEGNO DI BIASIMO che un cittadino - lavoratore (la Costituzione della Repubblica del 1948 è ancora in vigore, o mi sbaglio?) cinquantasettenne, a prescindere dal suo stato di salute psicofisica, dall'onerosità del lavoro che svolge, dall'età in cui ha iniziato la sua attività lavorativa, aspiri ad andare in pensione.

Ho letto su internet, Esimio Signor Ministro, Onorevole Massimo D'Alema, alcune proteste e querimonie in risposta alla Sua affermazione.
Si tranquillizzi: non ho nessuna intenzione di propinarle un più o meno noioso racconto del mio personale, ed insignificante, caso.

Al contrario, Esimio Signor Ministro, Onorevole Massimo D'Alema, ho da farle due proposte.

La prima, Esimio Signor Ministro, Onorevole Massimo D'Alema, è in netto contrasto con la preoccupazione espressa dal Ministero della Sanità per il crescente fenomeno dell'obesità infantile.
Ad essa è associata la proposta di somministrare cibi più sani nelle mense scolastiche ed operare severi controlli sulle merendine vendute attraverso i distributori automatici presenti negli istituti d'Istruzione.
E perché mai?
Se la vita umana si sta allungando troppo, meglio che i nostri figli assumano colesterolo puro fin da piccoli: l'INPS (sempre che non venga abolito) non potrà che trarne giovamento.

La seconda, Esimio Signor Ministro, Onorevole Massimo D'Alema, è che i lavoratori che decidono di andare in pensione, in modo aberrante, a 57 anni, siano tenuti a sottoscrivere, sotto la propria personale responsabilità, di essere disposti a sottoporsi ad iniezione letale all'età di 75: per il bene del Paese e delle generazioni future.

Nella viva speranza di non sentirla dichiarare, a breve termine. che l'entità del profitto e del salario sono la NATURALE conseguenza dell'andamento del processo produttivo, Le porgo, Esimio Signor Ministro, Onorevole Massimo D'Alema, i miei più distinti saluti.

Atalaya

Pace o coppa? (Luglio/Agosto 2006)

Bologna, la mia città, è stata tappezzata per anni, (dall’inizio della cosiddetta "guerra preventiva" di George W. Bush contro l’Irak) di bandiere della pace.

Bandiere nei bar, ai balconi, alle finestre, nelle aule scolastiche, all’interno degli uffici, un po’ ovunque.
Bandiere arcobaleno con la scritta "PACE" che col tempo ingiallivano, si stropicciavano, si sfilacciavano.
Ma restavano lì.

Nessuno le toglieva.
Erano quasi più vere, così sporche e stinte.
Certo più simboliche del fatto che la PACE è la più nobile e, insieme, la più illusoria delle utopie.

Cannavaro alza la coppa e opplà!… le bandiere della pace spariscono, o quasi, e vengono sostituite dal vessillo bianco, rosso e verde della Patria.
Patria calcistica ma sempre Patria.

Come se quei drappi scoloriti fossero rimasti al loro posto solo per una specie di senso di colpa.
Come se quei drappi scoloriti fossero diventati una specie di cornice con la foto del bisnonno Filiberto che nessuno ha il coraggio di togliere per rimpiazzarla con qualcosa di più allegro, ma il giorno che il chiodo cede e il quadro casca dal muro, il vetro si spacca…

Cose che succedono.

Un antiacido per Bertinotti (Aprile 2006)

Leggiamo tra le notizie della Reuters che Berlusconi domenica scorsa a Napoli, durante un comizio elettorale, aveva citato il "libro nero del comunismo", dicendo che "nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi".
E' strano che i cinesi, la cui idustria ha visto un rapido sviluppo fin dall' inizio
degli anni ’50 del secolo scorso e che a partire dagli ultimi anni degli anni ’70 del 20esimo ha incrementato in modo sorprendente la sua tendenza alla crescita (come ci riferisce il canale di Chinabroadcast) si siano dimostrati così ignoranti nelle tecniche agricole da bollire i bambini prima di usarli per la concimazione.
Come chiunque sa bene, infatti, la concimazione richiede lo "scatenamento batterico" della materia fertilizzante.
Comunque, alla luce dei fatti, consigliamo il compagno Bertinotti, che i bambini (da bravo comunista) continua a mangiarli, di mettersi al passo coi tempi.
Anche perchè, se andiamo avanti ad istruire la goventù con 'ste freganacciate, i bambini potrebbero diventare di difficile digestione.

La velina del disonore

Tra i tanti articoli di stamattina (6 febbraio) sui fatti legati alla pubblcazione da parte di un giornale Danese delle vignette che hanno scatenato l'ira funesta degli integralisti islamici scegliamo: "Censura: fino a che punto è lecita?
pubblicato da "Articolo 21" .
Lo scegliamo perchè ci sembra equilibrato senza la pretesa di essere equanime. Ma non basta.

Occorre osservare che stiamo andando, TUTTI, verso una visione di "Stato quasi etico".
Occorre osservare che Sua Santità sta concordando col Rabbino Capo di Roma, Professor Di Segni, un nuovo codice che vieti di nominare il signore Iddio, in ossequio al secondo comadamento.
Ricordare che è in atto una sospensione contro un giudice che si rifiuta di amministrare la giustizia sotto il Crocefisso.
E i segnali si moltiplicano: l'importanza che si da alla religione è direttamente proporzionale alla perdita di senso della religiosità.
La religione è ridotta ai suoi simboli che ne diventano il fulcro mentre i suoi precetti se ne vanno a farsi friggere.
Dialogo interreligioso? E su cosa?
Non sulla MISERICORDIA, che è il fondamento di tutti e tre i monoteismi, ma sulle immagini.
Fondamento no, fondamentalismo sì.
Niente di più consumista: la forma al posto del contenuto.

Le masse idiote e assassine che bruciano ambasciate e ammazzano preti, non devono stupirci: senza le masse idiote ed assassine non avremmo avuto lo stalinismo, il fascismo, il nazismo.
Le masse vanno verso l'odio: mai visto, fino ad ora, un movimento di massa che andasse verso la tolleranza, la comprensione, l'amore.

Odio, quanto ci costi! (e quanto ci costerai...)

L'agenzia AGI batte oggi questa notizia

LEGITTIMA DIFESA: CAMERA APPROVA IN VIA DEFINITIVA
(AGI) - Roma, 24 gen. - L'aula della Camera ha approvato in via definitiva la legge sulla legittima difesa. Il provvedimento, fortemente voluto dalla Lega, ha avuto il sostegno di tutta la Cdl. L'Unione ha votato contro.
Il testo era stato approvato al Senato il 6 luglio scorso, ma era da tre anni che giaceva in Parlamento. Il leghista Luciano Dussin, in fatti, da primo firmatario l'aveva presentata il 26 giugno del 2003. Oggi, l'approvazione della legge rappresenta per la Lega un nuovo successo politico con una legge bandiera da 'sventolare' in campagna elettorale.

Non lasciatevi fuorviare dalle parole.
La legittima difesa era già prevista, nel nostro Paese.
La legge in questione è ben altro.
Detta in parole povere, sarebbe che se qualcuno si introduce abusivamente nella tua proprietà e tu gli spari, non commetti reato.
Vi ricordate dell'odioso proverbio cinese? Quello che fa: "Quando torni a casa, picchia tua moglie: tu non sai perchè. Lei, sì"?
Bene.
Ora è legge dello Stato: se trovi uno sconosciuto in casa, sparagli.
Tu non sai perchè. Lui sì.
Chiederete: e se non lo sa?
Cazzi suoi!
Non doveva entrare...

Pietà l'è morta! (04.01.06)

Questa è una di quelle notizie che fanno sobbalzare la famigliola desinante, poi, "passami il sale, Samantha!", non se ne parla più:

Invalido trovato morto in una casa degradata a Cremona Era stato lasciato senza luce e gas perche' moroso
- CREMONA 3 GEN - E' stato trovato morto in casa Giuseppe Bolzoni, 45enne di Cremona, invalido al 30 per cento dopo essere caduto da una impalcatura. Ai servizi sociali era stato visto per l'ultima volta nell'aprile scorso, dopo che l'Aem, che a Cremona gestisce l'erogazione dell'energia elettrica, lo aveva lasciato al freddo, senza luce e gas perche' non pagava le bollette. Lo hanno trovato morto, forse da una settimana. L'episodio finira' in consiglio comunale con un'interrogazione al sindaco.(ANSA)


Non se ne parlerà più di questo operaio edile, reso invalido da un incidente sul lavoro.
Quello di Giuseppe non era quel che si dice un "caso isolato".
Gli ultimi dati presentati dall’Oms e dall’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) in occasione della giornata mondiale sulla sicurezza e la salute occupazionale parlano di 268 milioni di incidenti non mortali ogni anno e di 160 milioni di nuovi casi di malattie legate al lavoro.

Isolato no, ma sfortunato sì.
Giuseppe era circondato da distratti: vicini di casa, amici (?), parenti, ex colleghi, operatori del servizio sociale...una pletora di sbadati.


"Pietà l'è morta!" cantavano le brigate partigiane.
Ma si riferivano ai nazi-fascisti, non agli invalidi del lavoro ...

Caro amico ti scrivo... (31.XII.2005)

I quotidiani e i settimanali di questi giorni hanno pubblicato reportage fotografici, resoconti, statistiche, abbozzando un succulento riassunto dell'anno che è trascorso.
Cataclismi misti, terrorismo a palate, morti eccellenti, turnover di capi di stato, succedersi di Papi.
Questa è la storia dei "fatti": si misura in date, numeri, nomi.

Ma la STORIA DELL'UOMO è fatta di trasformazioni: a volte esse ci si manifestano in modo improvviso ma il loro percorso è lento e, tristemente, impercepibile ai più.

- Si è consolidata l'era della genetica: come fu per l'atomica, ci porterà vantaggi enormi e immaginabili sfracelli. La scienza avanza incontrastata e chi ne ragiona sa solo snocciolare i suoi meriti salvifici o denunciare, con misoneismo medievale, i suoi rischi apocalittici. Di governarne l'uso non se ne parla.
- La globalizzazione, figlia del capitale, ha reso vano qualsiasi controllo pubblico del mercato: il latte con l'inchiostro e le uova marce nelle merendine sono solo un inizio da barzelletta.
- Il Volontariato ha preso, nella vita dai giovani, il posto che fu della contestazione. Ammiriamo quei giovani, anche se Freud, se fosse vivo, ne avrebbe da dire in proposito.
- La Chiesa richiama ipocritamente il valore della famiglia senza mai dire che le famiglie hanno perso tutti i valori e a tavola si parla dell'isola dei famosi e della rata del mutuo.
- La MISERICORDIA, fondamento del ebraismo, del cristianesimo e dell'Islam, è finita in solaio con le scatole vecchie.
- I capi di stato sono ormai clown bianchi alla mercé della stampa che è, a sua volta, alla marce dei suddetti, in un rapporto equivoco che potremmo anche tacciare di sadomasochismo se non sapessimo che è puro business.
Basti pensare allo scalpore, imbarazzato, creato dal servizio RAI sull'uso del fosforo bianco da parte degli USA in Iraq: ma come? Si osano di fare informazione?

Si potrebbe continuare, ma via, non pensateci più.
Stappate lo spumante e brindate: buon Anno!

Un uomo chiamato cavallo (novembre 2005)

Ebbene, sì!
Le razze esitono.
C'è quella canina, quella equina, quella ovina e, persino, la razza umana.
E a quest'ultima apparteniamo, come disse Einstein quando, in fuga dalla Germania nazista, sbarcò negli USA e fu interpellato sulla sua appartenenza razziale.

Le apparteniamo proprio tutti: Michelagelo e Calderoli, San Franceso e Mengele, Anna Magnani e Milly Carlucci, Tu che leggi queste righe ed io che le scrivo.
Cristhian e Vittorio De Sica, oltre che alla stessa razza umana, appartengono perfino alla stessa famiglia, roba da non crederci.

Nessuno , ma proprio nessuno, si stupisce se un soriano si accoppia con un siamese.
Ma se un africano sposa una tedesca, apriti cielo!
Nessuno riesce ad indovinare chi viene a cena...

Eppure il razzimo resta.
Più pernicioso della malaria, più diffuso della forfora, più irremovibile di un asino imbizzito, più proruginoso della sabbia nelle mutande.
Razzismo o sessismo, o tutti e due che, in genere, vanno a braccetto come Stanlio e Ollio.
Negli stadi, nelle scuole e università, in famiglia, sul lavoro.
E così sarà finchè l'nsicurezza, la paura e l'icultura la faranno da padrone.

La lotta contro questa isteria è dunque inutile?
Non credo.
Dice Quohélet: " Se il ferro è ottuso e non se ne affila il taglio, bisogna raddoppiare gli sforzi; la riuscita sta nell'uso della saggezza. "

Figlioli miei, teppisti reazionari. (ottobre/05)

Parliamo, ahimè, del fenomeno del bullismo nelle scuole.
Come tutti i problemi che, direttamente o indirettamente, ammorbano la società, questo pare oggi di capitale importanza per i mass media (ma i pittbull non mordono più?).
Tutto è di capitale importanza, come dire, "a ondate".
La violenza negli stadi, i cagnacci mordaci, i suicidi degli adoloescenti, i nonni pedofili, e via cantando.
Tra un po' non se ne parlerà più, o perlomeno non con tanta insistenza.
Ma perchè settorializzare?
Il bullismo nelle scuole non è che una faccia del bullismo generale.
Ma chi scrive queste cose che esperienza ha della sosta ai semafori, delle code al supermercato, del "c'ero prima io!" nei negozi e alle stazioni dei taxi?
Se la società "bulleggia" i cuccioli dell'uomo la imitano: i bambini ci guardano.
Basta con questa storiella che l'infanzia è il periodo dorato della vita.
Picchiano la compagna di classe perchè non gli ha passato il compito.
Bisognerebbe andare a sentire che propositi enuncia il loro papà quando si parla del vicino di casa che ascolta la tele a volume troppo alto o che ha l'inesprimibile difetto di essere albanese.
Bisognerebbe ascoltare le coversazioni in quelle sale da pranzo comprate all'IKEA,in quei tinelli alla svedese così lineari, puliti e inoffensivi, e sentire quanto si parla di fitness e quanto si ragiona sull'essere umano.
Sull'essere umano punto e basta.
Queste piccole belve vanno punite, e punite severamente.
Tenendo bene a mente, però, che punirle non basta.
E' ricca, la governo, l'ammazzo.

Dopo i recenti fatti dello sgombero dei Rom con le ruspe ordinato dal sindaco di Bologna, Sergio Gaetano Cofferati, molti cittadini Bolognesi si sono chiesti se si può spiegare la vicenda con l'impropnibile teorema: Cofferati = Calderoli.
In realtà, secondo noi, i fatti in questione richiedono una spiegazione più articolata.

Il Partito Comunista Italiano, qualunque nuovo nome prenda, soffre inguaribilmente della sindrome del "56, quando il PCI sostenne la repressione sovietica contro il governo di Nagy.
La sindrome dell'oppressione in nome di un bene comune che facciamo tutti fatica a capire, perchè nasce dalla forte resistenza a considerare la realtà come un intreccio di fatti articolati, ad affrontarla con umiltà, pazienza e voglia di capire.
Vuole invece cambiarla dall'alto con interventi semplificatori che, ancor quando nascono da intenti ineccepibili, non vengono quasi mai misurati col sentire comune.

Stupisce, tuttavia, il fatto che, mentre i partiti socialcomunisti si sono sempre schierati a fovore dell'uguaglianza anche a scapito della libertà ( questi due grandi valori della damocrazia bisognerebbe tentare di coniugarli insieme...ma tant'è) ora pure il sacrosanto diritto ad esser considerati uguali cominci ad essere impacchettato e messo in cantina.
Un pacco alla volta, s'intende.

nota: condividiamo appieno questa opinione di Norberto Lenzi

Non possumus


Sono passati già sei mesi dall' elezione di Joseph Ratzinger al Soglio di Pietro.
La stampa laica lo ha accolto male.
Grandi settori dell'opinione pubblica, peggio.
Dietro le parole dei suoi detrattori è ricomparso l'odio antitedesco, e non solo quello di matrice anglosassone.


La sinistra ha paventato il suo antimodernismo confermando che, almeno nel nostro Paese, il pensiero della Chiesa è tenuto quasi in maggior conto dagli atei che dai credenti. Questi ultimi, infatti, continuano per la loro strada e diluiscono la disobbedienza nella confessione.
E' stata, poi, resa nota la giovanile appartenenza di Papa Benedetto ad una formazione militare nazista.
Difeso da Santa Madre Chiesa con un lealismo che sfiora il ridicolo (il giovane Ratzinger sarebbe stato un fanciullo già consapevole dell'orrore ... sic!) il piccolo Joseph non può certo essere reputato colpevole, né la Storia ha mai chiamato a rispondere davanti al suo tribunale tutti coloro che, in posizione di inevitabile subalternità, indossarono la camicia bruna.


Rimane tuttavia inconcepibile agli occhi di ogni persona consapevole che chi, volente o nolente, portò addosso quei segni di morte, collaborò al più mostruoso genocidio della storia recente, si macchiò di uno dei più gravi crimini contro l'intera umanità, possa ricoprire una carica pubblica di rilevanza internazionale.
E tantomeno fare il Papa.

Pidocchi e profumi( 25.07.05)

Leggiamo sul quotidiano torinese "La Stampa" e, sorridendo amaramante, qui riportiamo.

FALSO ALLARME di Stefania Miretti
SPENDE IN COSMETICI IL DOPPIO DI UNA DONNA INGLESE

Blair, un successo col trucco
Che i leader politici europei avessero imboccato la strada di una certa femminilizzazione - chi più esplicitamente, come lo spagnolo Zapatero, chi salvando le apparenze e un minimo di gallismo italico, come il nostro Berlusconi - era evidente da tempo, e persino ovvio: dotarsi di un’identità provvisoria per sopravvivere a tempi incerti, allo scopo di piacere a tutti, è importante per chiunque, figurarsi per un politico. Ora si viene a sapere che Tony Blair (un precursore, per via del fisico palestrato, della moglie virile e delle molte foto con bebè e biberon), negli ultimi sei anni ha speso 2600 euro in trucchi: cifra ragionevole, con quel che costa al giorno d’oggi un buon kajal, ma imbarazzante se rapportata alla sobrietà delle donne inglesi, che per rendersi carine spendono meno della metà del loro primo ministro.

Non pare il caso di tirare in ballo lo scontro di civiltà, il confronto tra il premier col fard e i leader barbuti che in questi giorni tengono Londra sotto scacco (non se si hanno presenti certe mise di Bin Laden). Piuttosto, c’è da chiedersi se a forza di «farci», i nostri uomini ormai «ci siano» anche un po’. Analizzando più nel dettaglio il conto del profumiere di Blair, il parlamento inglese ha scoperto che ci sono picchi: quando furono messi in dubbio i rapporti dell’intelligence sulle armi chimiche in Iraq, per esempio, il beauty-case del primo ministro non si faceva in tempo a riempirlo. Proprio come accade alle donne, che se si sentono sotto pressione sbroccano così, correndo in profumeria.

Caramelle da uno sconosciuto (14.07.05)

Leggiamo sul sito di OSSERVATORIO IRAQ e qui, tristemente, riportiamo.

Morire per le caramelle

Sarebbero almeno 24 i bambini morti questa mattina all'esplosione di un'autobomba in un quartiere di Baghdad. «Ci hanno portato i corpi di 24 bambini fra i 10 e i 13 anni», ha detto un responsabile dell'obitorio dell'ospedale Kindi, che ha chiesto l'anonimato. L'ospedale ha annunciato di aver ricevuto anche 18 bambini feriti.
L'esplosione è avvenuta durante un pattugliamento delle forze Usa nel quartiere. Secondo quanto affermato, i soldati americani erano andati a bloccare i punti di accesso del quartiere Baghdad al-Jadida dove, secondo informazioni ricevute, un attentatore suicida si aggirava a bordo di un'autobomba in cerca di un obiettivo da colpire. I soldati hanno invitato i residenti a restare nelle loro case, ma quando una folla di ragazzini ha circondato il loro Humvee hanno iniziato a distribuire caramelle, ha raccontato un testimone, Mohammed Ali Hamza. Improvvisamente da una via laterale è sbucata l'autobomba guidata dall'attentatore suicida, che si è lanciato contro l'assembramento e ha azionato il detonatore.

Resta ancora da chiarire come in una situazione di tale pericolosità, con l'invito al coprifuoco per tutti, i soldati americani abbiano pensato di poter avere la tranquillità di distribuire caramelle anzichè allontanare i bambini, consapevoli di esporli al rischio di diventare anch'essi un obiettivo. Un atto sconsiderato che ha portato ad un esito tragico.


L'organizzazione umanitaria 'Save the Children' condanna con fermezza l'attentato di oggi «Si tratta di un atto vile che colpisce chi è più indifeso» e che «evidenzia le difficili condizioni in cui continuano a trovarsi migliaia di minori iracheni, esposti quotidianamente al rischio di perdere la vita o comunque di vedere drammaticamente compromessi i loro diritti fondamentali a causa di una persistente guerra». «Per questi minori è sempre dietro l'angolo la possibilità di rimanere feriti a causa di una mina - prosegue la nota della Ong impegnata nella tutela dei diritti dei minori -, di essere rapiti, di subire violenza, di non poter andare a scuola perchè molte strutture scolastiche sono chiuse o è pericoloso recarvisi». Save the Children è convinta che la migliore risposta al terrorismo e alla violenza che oggi ha colpito decine di bambini iracheni, e nei giorni scorsi ha causato la morte di tanti civili inermi a Londra, sia un sempre più vigoroso, globale e unitario sforzo nella definizione di regole e misure che mettano al centro dell'agenda di tutti gli stati la tutela e la difesa dei diritti umani e i principi fondanti della democrazia.


Non è la prima volta che dei bambini vengono vengono uccisi in attentati della guerriglia irachena. Già il 30 settembre 2004 a Baghdad almeno 37 bambini vennero uccisi dalle esplosioni di tre autobomba all'inaugurazione di un nuovo sistema fognario nel quartiere Yarmuk. Erano accorsi anche in quel caso per ricevere le caramelle distribuite dai soldati americani. Il bilancio complessivo fu di 44 morti, 200 feriti.

(La foto è stata tratta dal sito Robert Fisk.com)

Oblomov, dove sei?
12.07.05

"EFFICIENZA" è la parola magica dei nostri anni.
Essere efficiente sembra assai più importante che stare alle regole, comportarsi con equità, saper aspettare, coltivare il pensiero.

La nostra magistratura non è efficiente, quella americana sì!

E te lo credo!
E' in gran parte elettiva!
Compie un numero incalcolabile di errori giudiziari, ma funziona, agisce con rapidità, fornisce risposte, risolve i dubbi, anzi no, li cassa.

I nostri bambini sono nevrotici?
La medicina deve essere efficiente.
Controllate il sito web "GIU' LE MANI DAI BAMBINI" e scoprirete l'incredibile incremento di trattamenti farmacologici (dannosi) a cui i pargoli irrequieti sono sottoposti.
Che adulti diventeranno?
Ma intanto si è data un'efficace risposta al problema, anzi lo si è eliminato

I terroristi.
Caspita, loro sì che sono efficienti!
Hanno armi a volontà (per forza, gliele vendiamo noi occidentali) e colpiscono dove, come e quando vogliono. Gli attentati ormai avvengono contemporaneamente, in perfetto orario, come i treni in Svizzera: vedi la globalizzazione?

Al terrorismo bisogna dare una risposta efficiente, dicono i potenti del mondo.
Acchiapparli in quattro e quattr'otto.
Poi, quando li abbiamo acchiappati?
Che ne facciamo?
Li condanniamo a morte?
Cioccolato sulla panna per loro, moriranno da eroi.
Ma almeno saranno stati efficienti.

Quando furono attaccate le Torri gemelle di NY, Mr. Bush ha risposto con grande efficienza applicando un piano che il suo burattinaio Mr. Rumsfeld aveva pronto da anni (lo avrà informato Otelma?).
Due belle guerre preventive e via.
Il terrorismo non solo non è stato sconfitto ma prolifera e si moltiplica a livello esponenziale. Non è più un cancro è un processo metastatico.
Ma tant'è: bisognerà trovare nuove misure efficienti.

Noi italiani non vogliamo essere da meno, non sia mai.
Il Signor Ministro Calderoli propone di proclamare lo stato di guerra perché qualcuno gli ha detto che la Costituzione bolscevica che ci ritroviamo, almeno questo lo permette.
A qual fine?
Forse gli è sembrata un'idea efficiente.

Hegel, gli stupri e l'afa.
1 Luglio

Hegel sosteneva che il giornale quotidiano è la Bibbia del cittadino.
La sua "bibbia" il cittadino oggi la sfoglia principalmente con il telecomando, e la maggiore fonte di informazione sono i telegiornali.

In quest'estate i principali TG nazionali parlano quasi esclusivamente di afa e di stupri.
"Lei come sopporta questo caldo, signora?"
"Famo quello che potemo, annamo a Villa Borghese, ce buttamo nelle fontane..."
"Dottor Spiripicchio, ci dica cosa bisogna fare per difendersi da questo caldo."
"Mangiare frutta e verdura, stare in casa nelle ore diurne, bere molta acqua..."
(Gli daranno certamente il Nobel per queste scoperte!)
"E lei come ha passato questi giorni di caldo?"
"Me sto a morì, nun ne pozzo cchiù!"
A conferma che l'articolo 1 della Costituzione andrebbe cambiato in "La Repubblica italiana è fondata sul lamento".

Poi ci sono gli stupri.
Ogni tipo di violenza, ivi inclusa la violenza carnale, si manifesta più di frequente nei periodi caldi, così come i suicidi e gli atti autolesivi in generale aumentano d'inverno.

Ma queste sono notizie?
Ovvero: possono credere veramente gli italiani che tutte le persone che hanno subito,nel nostro Paese, una violenza sessuale abbiano fatto notizia?
Gli stupri sono, ahimè, assai più frequenti di quelli che i mass media nominano.
Qualcuno obietterà che, nel periodo estivo, non succede nulla di così rilevante e che i giornalisti dovranno pur raccontarci qualcosa per guadagnare la pagnotta.
Nossignore.
Basta visitare un sito internet serio, come ad esempio
Reporter associati,per scoprire che di cose interessanti, ed a volte inquietanti, in Italia e nel mondo ne succedono parecchie...ma sono tutte cose inutili a fomentare campagne xenofobe e a delirare su interventi punitivi estremi che mai e poi mai, per fortuna, potrebbero trovare applicazione nell'ambito dell'ordinamento vigente. Ma se proprio non possiamo fare a meno di sentirci buoni pensando a come sono cattivi i violentatori, perché non dare una rispolverata alla tormentata storia che, dopo anni e anni di ponderato dibattito, ha convinto i nostri legislatori a collocare lo stupro tra i reati contro la persona invece che contro la morale?

Garzoncello scherzoso?
(18 Giugno)

Gli articoli 134/135/136 e 137 del Titolo VI della Costituzione della Repubblica Italiana sanciscono la formazione ed i compiti della Corte Costituzionale, supremo organo di garanzia delle Istituzioni democratiche del nostro Paese.
Per chi se ne fosse momentaneamente dimenticato ricordiamo che:
- l'imparzialità della Corte è garantita dal triplice elettorato: 1/3 dei suoi giudici sono eletti dal Parlamento in seduta comune, 1/3 dal Presidente della Repubblica e 1/3 dalle supreme
magistrature;
- la competenza della Corte è garantita dalla strettissima rosa degli eleggibili (i giudici devono avere precisi requisiti, tutti legati ad una profonda conoscenza del Diritto);
- la Corte non può agire MAI se non dietro lo stimolo che gli proviene da un altro organo dello Stato o da un magistrato in sede giudicante;
- i compiti della Corte sono quattro:

a)
giudicare sulla costituzionalità delle leggi ordinarie; b) dirimere i conflitti di competenza tra organi dello Stato e tra Stato e Regioni; c) giudicare sull'ammissibilità dei referendum; d) giudicare il Presidente della Repubblica qualora venga messo in stato di accusa dalle Camere per alto tradimento o attentato alla Costituzione;
- di questi quattro compiti, fino a pochi giorni fa, la Corte era stata chiamata ad assolvere solo il primo ed il quarto.

Ora accade che quel "birichino" del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si è permesso di adire la Corte (cioè di fare esattamente ciò che la Costituzione stessa dice) per chiarire se il potere di "concedere grazia e commutare le pene", attribuitogli dall'articolo 87/Cost possa essere da lui esercitato senza possibili veti da parte del Ministro della Giustizia, carica attualmente ricoperta dall'ingegner Roberto Castelli.
La questione ha fondamento ma, se non si fosse trattato di un "caso" politico (la grazia a Sofri e Bompressi) avrebbe atteso probabilmente un altro bel po' di tempo per essere posta.

In un primo momento l'onorevole sig. Ministro si è dimostrato francamente COMPRENSIVO nei confronti dell'applicazione di una norma appartenente alla Legge delle Leggi.
"Accolgo con favore l'iniziativa che farà chiarezza una volta per tutte sulla natura del potere di grazia. In questo modo ciascuno potrà assumersi finalmente le proprie responsabilità".
Ma in un secondo momento, forse dopo essersi consultato coi colleghi del suo partito, è stato colto dall'atroce sospetto che la Corte possa dar ragione a quel BOLSCEVICO di Ciampi.
E allora ha aggiustato il tiro rilasciando una dichiarazione secondo la quale se l'istanza del Capo dello Stato venisse accolta dalla Corte... "la decisione avrebbe effetti devastanti perché avremmo un presidente della Repubblica con poteri enormi che non ha nemmeno il presidente degli Stati Uniti. Non so se si siano resi conto di questo fatto... altro che la nostra riforma costituzionale...".

Le due dichiarazioni sono di una coerenza lapalissiana...
A che cosa servono, in fondo, le Istituzioni democratiche se non ad avvallare le tesi delle forze politiche MOMENTANEAMENTE al potere?
Se poi fanno le bizze...c'è sempre l'olio di ricino.

Com'è lontana la Pieve di Barbiana…(13 - Giugno)

Valle d'Aosta 26,5 %
Piemonte 30,1 %
Liguria 34,1%
Lombardia 26,7 %
Veneto 25,4 %
Trentino 20,7 %
Friuli 30,2 %
Emilia-Romagna 41,6 %
Toscana 39,8 %
Umbria 29,8 %
Marche 26,8 %
Lazio 31,5 %
Abruzzo 23,2 %
Molise 18,0 %
Campania 15,7 %
Puglia 15,1 %
Basilicata 16,0 %
Calabria 12,7 %
Sicilia 15,8 %
Sardegna 27,2 %

Le statistiche del "non voto" (riferite alla consultazione referendaria del 12 e 13 Giugno scorsi)si possono trovare ovunque, ma qui le riportiamo per volontà di chiarezza.

Diceva Don Lorenzo Milani: "Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente: lo sciopero e il voto".
Ma i tempi cambiano, si sa.
I governanti invitano il popolo bue ad astenersi dalla pratica della democrazia diretta.
Lo sciopero è sempre più mal visto e il voto è sconsigliato.

Sempre Don Lorenzo diceva: "Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere ilmondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri".
E qui intanto la Lega chiede la pena di morte per il reato di omicidio, sempre che sia compiuto dai cosiddetti "extracomunitari", s'intende.

E che direbbe Don Milani della "non riforma" della scuola disegnata dalla Ministra Moratti con un occhio al portafoglio e l'altro al disegno telepotente di aumentare il rincoglionimento collettivo?
Che direbbe Lui che credeva di dover fare i conti col Creatore per aver amato di più i suoi ragazzi che Dio stesso? (
link di riferimento: L'OBBEDIENZA NON E' PIU' UNA VIRTU')

Pre-embrioni, crociate e coerenza ( 6 Giugno)

Basta dare uno sguardo al sito di "peacereporters" per scoprire (sic!) che attualmente sono in corso dodici conflitti nell' Africa nera; altri dodici in estremo oriente; cinque in medio oriente e nord africa; quattro nella zona caucasica,; tre in america latina ed altri tre nel resto del mondo.
Trentasei guerre più o meno dimenticate.
Trentasei guerre le cui vittime non cadono solo sotto le bombe e/o i proiettili del fuoco nemico o amico, ma anche sotto la falce della fame, dell'assenza di strutture sanitarie, delle epidemie incontrollabili o di stenti e fatiche, quando fuggono dal teatro degli scontri per cercare asilo in zone più sicure.
La terra può essere, senza esagerazione, immaginata come un immenso cimitero di guerra in cui le spoglie di bambine e bambini, donne e uomini, militari e civili, urlano, inascoltati, contro la stolida protervia dei potenti.

Il 13 Giugno prossimo, gli italiani sono chiamati alle urne per quattro referendum su temi di bio-etica.
(Temi che, peraltro, richiederebbero un substrato di conoscenze che va ben oltre le nozioni scientifiche in possesso dell'elettore medio).
Alcuni si sono scandalizzati del fatto che la Conferenza Episcopale, ed il suo Presidente e portavoce, cardinale Camillo Ruini, sostengano che i cattolici DEVANO astenersi dal voto per lasciare intatta la normativa vigente.
Scandalizzati che la Chiesa Cattolica, dopo la sonora sconfitta incassata nel 1981 ( sull'interruzione della gravidanza), si slanci in una nuova crociata per la vita.
Stupiti che sfidi il "tradimento" del "cattolico disobbediente, come, sulle colonne di Repubblica, Gad Lerner ha definito l'elettore credente che separa l'altare dall'urna.
Quale meraviglia?
Le Chiese del mondo hanno il sacrosanto diritto di pronunciarsi, anche con durezza o con toni controcorrente, sulla vita e sulla morte.
Tutto sommato è materia loro, dai secoli dei secoli.

Ecco si vorrebbe, però, più coerenza.
Lo stesso impegno martellante, lo stesso tono da "dies irae", lo stesso odore di scomunica, lo stesso baluginio di satanassi, anche per chi uccide sistematicamente, senza scrupolo alcuno e per mera smania di potere, bambini (e non embrioni o pre-embrioni) e donne e uomini e civili e militari.
Certo, la Chiesa ha tuonato contro la guerra.
Ma una "crociata" contro la guerra, mai?



Perdere il cane o la faccia

5 Maggio
L'agenzia americana FREEDOM HOUSE, fondata da Eleanor Roosevelt e Wendell Willkie nel 1955, pubblica, annulmente,il rapporto sulla libertà di stampa nel mondo .
Gli stati sono divisi in tre fasce:
- stampa libera
- stampa non del tutto libera
- stampa non libera.
I primi tre paesi di fascia uno sono Finlandia, Islanda, Svezia.
L'Italia si piazza nella fascia due, al 77° posto in compagnia della Bolivia, la Bulgaria, la Mongolia e le Filippine.
Comunque ultima tra i paesi della UE e unico stato dell'Unione a non rientrare nella prima fascia.
Gli USA sono nella fascia uno al 24° gradino, prova del fatto che questa classificazione non tiene conto solo di "come e cosa" la stampa sia libera di dire, ma anche di "quanto".
Criterio onesto.

In questi giorni( 3 e 4 Maggio) nel Centro della Cultura Contemporanea di Barcellona, si sono celebrate le giornate della Libera Stampa.
Il lemma che ha contrassegnato questa quinta è 'Mujeres contra el silencio' ("donne contro il silenzio") a sottolineare come la presenza delle donne nei media sia di fatto spropositatamente inferiore alla loro presenza reale nella società, ivi incluse le redazioni dei giornali.
Nella stessa manifestazione è stato sottolineato che "per la libertà di espressione occorre impegnarsi tutti i giorni evitando di cadere nella tentazione di promuovere i 'giornalisti - star' e difendendo, al contrario ogni decoroso lavoro collettivo".
Con buona pace di Bruno Vespa.
Vorremmo aggiungere: la libertà d'informazione, articolazione somma della libertà di espressione, è legata anche al contesto di collocazione delle notizie, all'uso non sensazionalistico della notizia, alla coerenza linguistica con il presupposto ideale, al doveroso ritorno sistematico agli eventi che, dopo essere stati grandi scoop, cadono nella fossa comune del rimosso.
E infine: ieri sera il TG1 ci ha informato, nei dettagli, della dolorosa storia di una bambina che ha smarrito il suo cane.
C'è chi perde il cane, c'è chi perde la faccia.

16 Aprile
Far di ogni erbetta un fascio...

A volte, le notizie, riportate dai mass media, raccontano più cose se lette in parallelo.
Prendiamo ad esempio questi due titoli dell'Unità, rispettivamente del 25 e del 21 Marzo:
- Afghanistan, aumenta la produzione di oppio: più 19% rispetto all'epoca talebana

- San Patrignano entra in carcere: "Così la repressione diventa un business"

La produzione dell'oppio, unica industria del medievale e liberticida regime degli integralisti, rifiorisce dopo il ripristino dello stato di diritto e sotto gli occhi allibiti (?) degli americani, che avevano posto la lotta alla droga tra gli obiettivi prioritari della nuova democrazia.
Ma niente paura.
Passiamo a leggere la seconda notizia.
A Castelfranco Emilia è stato inaugurato il primo carcere a partecipazione privata.
(Qualcuno si ricorderà, forse, di come l'Europa continentale sobbalzò davanti alla decisione della Signora Thatcher di privatizzare il sistema penitenziario.
Ora c'è arrivata anche la cattolicissima Italia.)
Se ci sono più stupefacenti in giro, ci saranno ovviamente più tossicodipendenti e la cosa può incentivare un business legale.
Alla faccia delle speranze spezzate della gioventù, dello spreco di risorse umane, dell'aggravio sulla spesa pubblica, sia sanitaria che relativa all'ordine pubblico.
Basta leggere l'articolo "Recupero a sbarre" , pubblicato da una fonte insospettabile come l'agenzia SEDES, in cui vengono posti alcuni inquietanti interrogativi, come questo : "come si coniuga il valore educativo dell'azione propria del privato sociale, che pone alla base del percorso terapeutico nelle comunità la libera scelta dell'individuo, con la condizione di coercizione e la funzione di controllo normativo?"

Eh, già, come?
Ma è chiaro: con la legge di Say: "Un prodotto terminato offre da quell'istante uno sbocco ad altri prodotti per tutta la somma del suo valore."
Cinico, ma vero.

Una costernazione troppo rumorosa
4 Aprile
La maratona mediatica che ha accompagnato prima l'agonia, poi il trapasso e, infine, le manifestazioni di cordoglio del mondo intero per dolorosa la scomparsa del Santo Padre Giovanni Paolo II, meritano alcune riflessioni.
In prima istanza per la scandalosa cancellazione di qualsiasi informazione sugli eventi internazionali che al Pontefice stettero, peraltro, tanto a cuore durante tutto il suo regno sulla Chiesa Cattolica.
C'è da dire in proposito che sia l'emittenza pubblica (?) che quella privata, dispongono di tre canali ciascuna e non sarebbe stato difficile gestire una differenziazione delle programmazioni, soprattutto di quelle giornalistiche, servendosi dei sottotitoli per gli appositi rimandi.
In secondo luogo, per la smania di scoop che ha aleggiato continuamente nei toni di giornalisti televisivi che, sottoposti ad un tour de force senza precedenti, si sono cimentati in un festival di strafalcioni grammaticali e di penose, quanto involontarie, cadute di stile.
Infine la mancanza di sottolineatura, anche da parte della rete7 (che si suppone essere l'unica emittente non "di regime"), dell'ambiguità contenuta nella decisione delle forze politiche di "sospendere" la campagna elettorale: quale più potente campagna elettorale che mostrarsi profondamente afflitti e intensamente partecipi al dolore per la perdita della Persona più universalmente amata e "visibile" dell'ultimo trentennio?
7 Aprile
Roberto Zanini, sul Manifesto di oggi, commenta il pellegrinaggio incessante alla Basilica di San Pietro con toni giustamente preoccupati.
("Via crucis. - Siamo impazziti, è bene dirlo subito. La coltre di persone che copre chilometri dell'asfalto di Roma fino alle colonne di San Pietro costituisce un evento pieno di significati inestricabili, che incute il fascino e la paura di qualcosa di mai accaduto. L'attenzione dedicata a questo fenomeno è invece pura celebrazione." )
Ci sono davvero buone ragioni per preoccuparsi.
E non solo per quelle importantissime relative alla sicurezza, igiene, ordine e viabilità.
Crea, o dovrebbe creare, sgomento l'infaticabile volontà collettiva di "esserci", di manifestare un presenzialismo che mescola l'afflato affettivo-fideistico ad una dimensione profondamente, quanto inconsapevolmente, pagana.
E nessuno, tantomeno la Chiesa, sembra aver voglia di accorgersene.
Dice San Giovanni nel testo dell'Apocalisse:"Sono io, Giovanni, che ho visto e udito queste cose. Udite e vedute che le ebbi, mi prostrai in adorazione ai piedi dell'angelo che me le aveva mostrate. Ma egli mi disse: "Guardati dal farlo! Io sono un servo di Dio come te e i tuoi fratelli, i profeti, e come coloro checustodiscono le parole di questo libro. È Dio che devi adorare".

 

1 Aprile
Vivere o sopravvivere di web.
La scuola, dagli anni sessanta in poi, avrebbe avuto il sacrosanto dovere di insegnare ai giovani "come" guardare la televisone.
Insegnare, non demonizzare.
Da qualche anno a questa parte si dovrebbe, e usiamo sempre e purtroppo dei condizionali, dare una vera educazione informatica.
Educare, non idolatrare.
E invece, se ci guardiamo bene, ormai un istituto scolastico viene apprezzato, anche, per il numero di pc che mette a disposizione degli studenti; i docenti più volenterosi si servono del net come supporto didattico con lo scopo di facilitare l'apprendimento e stimolare la curiosità verso il mondo del sapere; le famiglie gongolano sapendo i pargoli seduti davanti al computer.
Mentre della televisione venivano evidenziati morbosamente i pericoli, del computer si magnificano soltanto le virtù

Ma del nostro simpatico ed utilissimo elettrodomestico non si parla abbastanza, per farne comprendere pregi e difetti, rischi e vantaggi.
Gli adulti di domani rischiano di assorbirlo come una specie di summa del dovere (da evitare) e del piacere (da fruire sempre più a debita distanza dalla materialità delle sue fonti).
La dipendenza dalla TV, connotato del pigro e acritico pantofolaio medio, rischia di associarsi, pericolosamente, alla dipendenza da web che fa sentire il fruitore un protagonista del mezzo, ove interattività venga confusa con "pari attività".
Vale la pena di rifletterci.

 
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