(
Gustavo Adolfo Becquer)
Poesie di Natale
 
Felicità raggiunta si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.

Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

Eugenio Montale

FAUST

Ah tutto è simbolo e analogia!
Il vento che passa, la notte che rinfresca
sono tutt'altro che la notte e il vento:
ombre di vita e di pensiero.
Tutto ciò che vediamo è qualcos'altro.
L'ampia marea, la marea ansiosa,
è l'eco di un'altra marea che sta
laddove è reale il mondo che esiste.
Tutto ciò che abbiamo è dimenticanza.
La notte fredda, il passare del vento
sono ombre di mani i cui gesti sono
l'illusione madre di questa illusione.
(Fernando Pessoa)

 

INFANZIA

Si dovrebbe riflettere a lungo per parlare
di certe cose che così si persero,
quei lunghi pomeriggi dell'infanzia
che mai tornarono uguali - e perché?
Dura il ricordo -: forse in una pioggia,
ma non sappiamo ritrovarne il senso;
mai fu la nostra vita così piena
di incontri, di arrivederci, di transiti
come quando ci accadeva soltanto
ciò che accade a una cosa o a un animale:
vivevamo la loro come una sorte umana
ed eravamo fino all'orlo colmi di figure.
Eravamo come pastori immersi
in tanta solitudine e immense distanze,
e da lontano ci chiamavano e sfioravano,
e lentamente fummo - un lungo, nuovo filo-
immessi in quella catena di immagini
in cui duriamo e ora durare ci confonde.
(Rainer Maria Rilke)




io ricordo l'infanzia come un cadavere di bambino sulla riva,
ormai è tardi e ho paura che le parole non servano
a salvare il passato nonostante si affannino a nuotare a grandi bracciate
verso altre sponde dove il vento non rovesci gli ombrelloni variopinti.
(Blas De Otero)
QUESTA FELICITA'

Questa felicità promessa o data
m'è dolore, dolore senza causa
o la causa se esiste è questo brivido
che sommuove il molteplice nell'unico
come il liquido scosso nella sfera
di vetro che interpreta il fachiro.
Eppure dico: salva anche per oggi.
Torno torno le fanno guerra cose
e immagini su cui cala o si leva
o la notte o la neve
uniforme del ricordo.
(Mario Luzi)


COLLERA CHE MIELE DEPERISCE


Collera miele che deperisce
Si consuma il rifugio delle fiamme
Si è finito di volare all'infame soccorso delle immagini di ieri
La perfezione silvestre la fine greppia del sole
Le medaglie fondenti dell'amore
I volti briciole di auguri
I bimbi del domani il sogno di stasera
Le parole più leali
Tutto reca nere ferite
.

(Paul Éluard)

 


L'INSONNIA DI UNA NOTTE D'ESTATE

Mi sono messo a giacere
sotto le stelle,
una di quelle
notti che fanno dell'insonnia tetra
un religioso piacere.
Il mio guanciale è una pietra.
Siede, a due passi, un cane.
Siede immobile e guarda
sempre un punto, lontano.
Sembra quasi che pensi,
che sia degno di un rito,
che nel suo corpo passino i silenzi
dell'infinito.
Di sotto un cielo così turchino,
di una notte così stellata,
Giacobbe sognò la scalata
d'angeli di tra il cielo e il suo guanciale,
ch'era una pietra.
In stelle innumerevoli il fanciullo
contava la progenie sua a venire;
in quel paese ove fuggiva l'ire
del più forte Esaù,
un impero incrollabile nel fiore
della ricchezza per i figli suoi;
e l'incubo del sogno era il Signore
che lottava con lui.

(Umberto Saba)
I GIUSTI

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere un' etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

(Jorge Luis Borges)

LA PARTENZA
E i loro volti erano pallidi
Spezzati i loro singhiozzi.
Come la neve dai petali puri
O le tue mani sui miei baci
Cadevano le foglie autunnali.

(Guillaume Apollinaire)


LA PIOGGIA
Bruscamente la sera si è schiarita
perché già cade la pioggia minuziosa.
Cade o è caduta. La pioggia è una cosa
che senza dubbio succede nel passato.
Chi la sente cadere ha recuperato
il tempo in cui la sorte fortunata
gli rivelò un fiore chiamato rosa
e lo strano colore del rosso.
Questa pioggia che acceca i vetri
rallegrerà in sperdute periferie
le nere uve di una pergola in un
patio che non esiste più. La bagnata
sera mi porta la voce, la voce desiderata,
di mio padre che ritorna e che non è morto.

(Jorge L. Borges)

TRA I RAMI
Sotto la finestra, sul balcone, ci sono degli uccellini malridotti
che si affollano attorno al cibo. Sono gli stessi, credo,
che vengono tutti i giorni a mangiare bisticciando.
....................................................................C’era un tempo,c’era un tempo
gridano e si beccano. Sì, è quasi ora.
Il cielo rimane cupo tutto il giorno, il vento viene da ovest e
non smette di soffiare... Dammi la mano per un po’. Tienimi la
mia. Così va bene, sì. Stringimela forte. C’era un tempo in cui
pensavamo di avere il tempo dalla nostra.
....................................................................C’era un tempo, c’eraun tempo,

gridano gli uccellini malridotti.
( Raymond Carver)

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